
Casta di diva di Tony FIERRO
Non inganni il roboante titolo/non voglio profanar/né l'Arte né la Musica;
/ e mi perdoni Eutèrpe,/ mi scuso con Bellini.
/ la Casta...Diva di cui vo' divagando/ non inargenta pietre o fiumi,/ innamorata e melodiosa, poi, men che mai;/ piuttosto ripugnante, disgustosa/ e tronfia di potere e di protervia.
/ Non ha né mani affusolate/ né corpo sinuoso, ma di Scilla e di Cariddi/ ha la nefasta fama;/ longeva e indistruttibile come lavica pietra.
/ E' sempre lì, come la Morte, /ma non ti uccide/ almeno non nel senso di passaggio/ a "miglior vita";/ anzi, fa di peggio:/ comanda e impone rendendoti impotente.
/ Il suo habitat è il Mondo,/ le tane poi, non così recondite;/ la trovi negli asettici studi di Primari/ o in lindi camici a far mostra di se/ spesso è celata da nero manto,/ ma non è vergogna:/ è il nero della Toga!
/ Volteggia spensierata e protetta/ da chissà quale Dio e da quale Olimpo.../ alita sulle vite, sui pensieri/ li ruba e li fa suoi:/ questo lo fa vestendo di blu scuro.../ Ma il porpora non manca alla Casta...Diva;/ stole, vesti e zucchetti/ "impenetrabili" come antiche mura.../ "in hoc signo vinces":/ ma il senso non è questo.
/Queste sono le Caste...Dive,/ tutti gli altri sono solo dei gatti/con le code lunghe dieci metri/ in un immenso salone/ pieno di sedie a dondolo...
1 commento:
orbene, queste che con cotanto fervore citi memorabili gesta sono le DIVINE CASTE , disposte a vivere solo per mera ricchezza e potere e non fanno del presente virtù......
Posta un commento