Il soccerista, a me non pare soggetto appassionato di motori. Già me lo raffiguro mentre si addormenta in poltrona subito dopo il primo giro di un Gran Premio di Formula Uno. Quello vede la partenza e, se risveglia, l'arrivo. Ma la la Moto Gp è un'altra cosa. E non solo per i motori ma, soprattutto, per i protagonisti, che ricordano alquanto il soccerista tipo. L'intervista ad un pilota di Formula Uno è calcolata, asettica, quasi scientifica.
Se ascolti, invece, un ragazzo della Moto Gp si esprime...con parole sue. Sorride, scherza: ti guarda in faccia con la sua faccia da Peter Pan. La stessa che aveva quando, sopra un triciclo, sognava di diventare un campione; un po' come noi, quando tornavamo al campetto della parrocchia, con in mano il nuovo Super Santos, profumato di gomma e avvolto nella retina. E il sillogismo potrebbe proseguire all'infinito ma, per questa volta, mi fermo qui.