"Faccio più cose oggi, a 50 anni, che quando ne avevo 18". Così parlava Zizzo, in un pomeriggio assolato d'agosto, seduto sotto il portico della Madhouse.
In compagnia dei suoi fedelissimi, Trap e Blatter, organizzava la festa del 150° della loro nascita. In tre naturalmente. 
CAPITOLO I (e unico)
Tra le regole non scritte del beach vi è quella che dispone il "non luogo a giocarsela, in caso di pioggia". Ovviamente trattasi di regola non imperativa, quindi derogabile. Così è accaduto che, domenica scorsa, tra quelli che si son girati dall'altra parte del letto, continuando a dormire; quelli che avevano promesso alla moglie di pulire l'argenteria la prima domenica di pioggia e quelli che, più semplicemente, erano andati dal barbiere (ops...parrucchiere) il sabato precedente e temevano di rovinare il nuovo taglio (o la nuova alopecia), ci siamo ritrovati in nove. Sotto la pioggia battente. E abbiamo deciso di giocare, con tanto di "validità per la classifica", col solo voto contrario dell'antico partenopeo, presente ma in "borghese" poichè la ruggine comincia a prevalere ...'ncoppe '0 fier.
EPILOGO (e morale)
Oggi ripenso alla frase di Zizzo. E' vero: facciamo più pazzie rispetto a qualche decina d'anni fa. Ma, attorno a noi, tra nuovi Pesaola, chiamati al capezzale di squadre in odore di retrocessione e governi tecnici, il mondo sembra fermo alla stagione socceristica '72-73.
